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 <title>Libri &amp; Giornali - Fabio Maffei</title>
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 <title>Monte Isola: il pesce a seccare</title>
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	Gli esemplari più comuni raggiungono una lunghezza di venti centimetri.&lt;br /&gt;
	La pesca si pratica tutto l’anno, tranne nei mesi primaverili della riproduzione. &lt;br /&gt;
	(IMMAGINI)&lt;br /&gt;
	Il pesce è subito eviscerato. Successivamente le sardine sono lavate in acqua corrente e lasciate per almeno 48 ore sotto sale.&lt;br /&gt;
	Dopo questo breve periodo di salatura sono poste a essiccare al sole e all’aria del lago per circa trenta o quaranta giorni. &lt;br /&gt;
	Le sardine si infilano, una ad una, in questi fili. Si chiamano archèc in dialetto locale. &lt;br /&gt;
	Questa operazione è fatta solo nel periodo invernale per evitare che il caldo deteriori il pesce, e anche per scongiurare l’attacco degli insetti, soprattutto delle mosche. Le strutture di essiccazione oggi si sono evolute, sono più grandi e sono poste su appositi terrazzi ombreggiati. &lt;br /&gt;
	Il pesce viene inchiodato per la testa ai gancetti presenti sulle assicelle di legno che compongono le intelaiature, a file parallele.&lt;br /&gt;
	Dopo l’essiccazione sono disposte in modo concentrico in contenitori di acciaio, oppure in legno, come era in passato, e sono pressate con un peso, o torchiate, per far uscire il grasso, che viene subito eliminato. &lt;br /&gt;
	Dopo questa operazione si ricoprono le sardine con olio di oliva. Si conservano per alcuni mesi, ma possono durare anche fino a due anni. &lt;br /&gt;
	Dopo qualche mese di maturazione le sardine diventano dorate e si possono mangiare dopo averle cotte, per pochi minuti, sulla brace ardente. Sono quindi condite con olio, prezzemolo e aglio e servite con polenta. Questo è il piatto più tradizionale del lago, dal sapore intenso e particolare.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 14:03:34 +0000</pubDate>
 <dc:creator>mavi</dc:creator>
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