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 <title>Libri &amp; Giornali - Umberto Ussoli</title>
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 <title>Umana imperfezione</title>
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 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-image field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; rel=&quot;og:image rdfs:seeAlso&quot; resource=&quot;https://www.libriegiornali-it.libriegiornali.com/sites/default/files/field/image/levi-montalcini-rita.jpg&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.libriegiornali-it.libriegiornali.com/sites/default/files/styles/articolo_zoom/public/field/image/levi-montalcini-rita.jpg?itok=uXpemSRz&quot; title=&quot;Umana imperfezione&quot; class=&quot;colorbox&quot; data-colorbox-gallery=&quot;bx-galleria&quot; data-cbox-img-attrs=&quot;{&amp;quot;title&amp;quot;: &amp;quot;&amp;quot;, &amp;quot;alt&amp;quot;: &amp;quot;&amp;quot;}&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;https://www.libriegiornali-it.libriegiornali.com/sites/default/files/styles/articolo_full/public/field/image/levi-montalcini-rita.jpg?itok=OcF61v3H&quot; alt=&quot;&quot; title=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;- L’insopprimibile forza del vero dribbla l’accortezza e spinge le parole della realtà.&lt;br /&gt;
	- Non è sapere di non sapere; è sapere di sapere quello che si sa, ossia l’umana imperfezione.&lt;br /&gt;
	- L’uomo nasce sottoposto: non nasce libero, è stato messo al mondo. &lt;br /&gt;
	«La cultura è il superfluo indispensabile»&lt;br /&gt;
	- Paul Nizan: «Avevo vent’anni. Non permetterò a nessuno di dire che è la più bella stagione della vita»&lt;br /&gt;
	- «una civiltà che del linguaggio ha fatto il proprio fondamento prende a dubitare del linguaggio stesso, (dubita), implicitamente, di se stessa»&lt;br /&gt;
	- Einstein: «La scienza senza la religione è zoppa. La religione senza la scienza è cieca».&lt;br /&gt;
	-Seneca: (a consolazione di una Madre) «Le esigenze del corpo sono minime: un riparo dal freddo e l’alimento che basta ad estinguere la fame e la sete».&lt;br /&gt;
	Uno storico scrisse di lui: «in conformità a quali principi di saggezza egli aveva accumulato in soli quattro anni di amicizia col principe tre milioni di sesterzi?». Ancora Seneca: «è proprio di un animo debole il non saper sopportare la ricchezza» (ndr: al ricco, anche oggidì, gli è comoda giustifica l’accettare la povertà, meno facile al povero giustificare le difficoltà del vivere)&lt;br /&gt;
	Seneca fu un eloquente filosofo di una spanna più in alto di tutti gli altri: fu un accorto Ulisse rivolto solo per se stesso al suo viaggio?&lt;br /&gt;
	- «Non tanto cristiani credenti o non credenti; quanto cristiani pensanti o non pensanti»&lt;br /&gt;
	- Amico è chi evita la pena a difenderlo di cui lui stesso eviterà fargliene carico.&lt;br /&gt;
	- Il Coro canta: Bala, Marieta, bala, che quando bali tut’i beli balano; - (allegretto svelto sottovoce finissimo): Bala-Marieta-bala-che-quando-bali-tut-i-beli-balano;  -(a voce spiegata, finale vivacissimamente); Bala---Marieta---bala---che---quando--- bali--- tut-i beli balano» -“e il più bel con la più bella tutta notte ballerà”&lt;br /&gt;
	-«”Perché ha dato le dimissioni?”  “Per dare una svolta!...” enunciando la parola con perentorio timbro e giravolta della mano con tanto fervoroso brio che quasi gira su se stesso e a momenti … perde la trebisonda».&lt;br /&gt;
	- Musil: «[…] percorrevo i corridoi della biblioteca. Avevo pensato che se leggevo un libro al giorno avrei potuto pretendere una certa posizione nella vita intellettuale. […] sai quanti volumi contiene quella dannata biblioteca? Tre milioni e mezzo, m’ha risposto. […] Beh, ho fatto il conto con carta e matita: diecimila anni mi ci vorrebbero per venirne a capo. Ho pensato: qui c’è qualcosa di profondamente sbagliato […][…] La gente ragionevole, razionale si adatta al mondo, quella forte invece adatta il mondo a se stessa […] Ma, più in alto di tutti, i conquistatori nell’ambito dell’umanità sono quelli il cui equilibrio è altrettanto  vulnerabile, ma pieno di forza, e che, continuamente turbato, inventa sempre nuove forme di stabilità».&lt;br /&gt;
	- La cronaca calcistica: «La partita Milan - Napoli emana profumo di Champions»: profluvio ascellare nell’agone osannante del goal. Rizzo: «La Signora è Sindaco di un paesino  [in Alta Italia …] mai avrebbe immaginato di dover affrontare un processo. L’accusa, abuso d’ufficio. […] Ha dato seguito a una delibera del Consiglio comunale decidendo di trasformare un terreno edificabile, che in precedenza era agricolo, nuovamente in agricolo. […] Non che l’accusa si sia ricordata che la Costituzione, contiene un articolo, il 9, nel quale è scritto: “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione “ Per fortuna la Signora Sindaco è stata assolta. Ma non sempre finisce così»&lt;br /&gt;
	-Attorno al Quinto Secolo (circa 1500 anni fa) «Il torrente Córtelo, che scendeva attraversando il Paese, vien deviato e fatto scorrere  “esternamente” rispetto all’area urbana» (Quaderni Biblioteca Comunale Iseo, n. 18) (Per allargare lo spazio verde e piano al Paese che si edificava). &lt;br /&gt;
	- Alberga nell’animo il tuttavia.  «A decidere di un ricorso i giudici sono tre, Presidente e due latere: uno per respingere il ricorso, l’altro in favore della richiesta.&lt;br /&gt;
	Tocca al Presidente. Inizia che sembra accogliere il merito, ma con un Tuttavia si sposta al No, con il secondo Tuttavia volge al Sì, con terzo Tuttavia ritorna al No (in aula, il patrocinatore dell’accoglienza quasi in preghiera: “Speriamo ne dica un quarto”) e giunge il quarto Tuttavia: è rivolto al Sì e accoglie il ricorso. Tripudio in aula». «Taluni scrivono “in politica il popolo è sovrano, tuttavia …” (e giù una bella giravolta: un colpo al cerchio e uno alla botte? e a volte il tempo muta l’impossibile nel possibile). «Bando all’eloquenza che ci lascia desiderio di sé, non delle cose».&lt;br /&gt;
	«Il cervello umano contiene 100 miliardi di neuroni. Ognuno di queste cellule può instaurare 10.000 connessioni con altre, e tali connessioni sono variabili, mutevoli (questo comporta) un numero di circuiti uguale a quello delle particelle dell’universo». Siamo il tuttavia?&lt;br /&gt;
	A spasso assieme al lettore sappiamo che queste sono solo copiate parole. E le parole non sono sufficienti a “fare” e comprendere la complessità della vita, bisogna (bisognerebbe) per l’almeno sufficiente farle divenire realtà: pensieri, avvenimenti (fatti e/o emozioni), suoni e scoppi della natura, suoni e armonia della musica, per alla fine poter dire: vissi, e percorso ho fatto che fortuna permise.&lt;br /&gt;
	In metaforica il bicchiere non è mezzo pieno, o mezzo vuoto – sarebbero due. Il bicchiere è uno: un poco pieno, un poco vuoto; la medaglia osservata entrambi le parti, la realtà un poco benevola, un poco malevola.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Mon, 27 Mar 2017 10:21:50 +0000</pubDate>
 <dc:creator>mavi</dc:creator>
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 <title>I giorni della convivenza</title>
 <link>https://www.libriegiornali-it.libriegiornali.com/il-giornale-di-iseo-e-del-sebino/i-giorni-della-convivenza</link>
 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Si agisce, si lavora per il semplice sfuggente presente, quasi mai uno sguardo al passato per il domani se non per il dopodomani dove il sempre diverso del divenire è mutevole a sorpresa ed a volte deludente, e la realtà del vero  a volte sovrasta.  Momenti attuali pone a disagio i maestri cantori della libera individualità dei seppur legittimi interessi, carenti verso la solidarietà e all’altrui bisogno.&lt;br /&gt;
	Maestri del tempo superbo e sciocco che a volte dicono parole felici di parlare in convenienza che convinzione, oltre il minimo concetto della convivenza che è o dovrebbe coesistere con l’almeno minimo comune benessere, morale e materiale.&lt;br /&gt;
	Felici di abitare dove il “sì” suona, hanno più misura del suono emesso della parole che del significato, indifferenti che «nominare (una parola “sonante”, ndr) e abbandonarsi alla ripercussione casuale che la parola può risvegliare sia metodo meno fallibile e più disteso che non  definirlo minuziosamente»,  per nulla convinti anzi lontani che “uno stile letterario scorrevole è raramente compatibile con delle idee originali, le quali saranno caratterizzate da un gergo insolito”.&lt;br /&gt;
	La lettura è fatica oppure è passatempo e chi più sa più pecca&lt;br /&gt;
	Gli immigrati, taluni li vorrebbe al confino e forse per chi delinque sarebbe scelta accettabile.&lt;br /&gt;
	Altri si atteggiano a buonismi dell’aiuto purché sia, chissà che per salvarsi l’anima. Non che si pensi all’inevitabile commistione che sarà per il semplice conformato pianeta dove abitano&lt;br /&gt;
	Uomini Donne e diciamo “nostro” come possederlo, e non almeno tentare comprendere che lui –il mondo- obbedisce a leggi universali e poco conosciute.&lt;br /&gt;
	Il mutamento del clima globale in parte è dovuto all’uomo, come le polveri sottili e il poco rispetto dell’ambiente, nuove costruzioni invece che ristrutturazioni del vecchio esistente; ma per la maggiore il clima, terremoti, vulcani, risulta indifferente ai vivi, perché «Il cosmo è un vasto corpo vivente del quale facciamo ancora parte». (L’esperta di prima classe) «c’è un 95% di Universo di cui non sappiamo nulla».&lt;br /&gt;
	Il clima modifica, e poi carestie e conflitti fra stati causerà migliaia e migliaia di migranti a vagare per il globo in cerca di vita; e questi porteranno, assieme a speranza, sgomento, paura e rabbia, le loro esperienze, conoscenze, religioni, che a volte sono lontane e diverse dalle nostre abitudini, conoscenze e credenze.&lt;br /&gt;
	Il meticciato è stato ed è conseguenza dell’esilio, e perché non sia devastante occorre che si abbia l’identità della propria personale esistenza, per chi già c’è e per chi viene, per non scontrarsi e non soccombere e per consentire all’uno e all’altro di restare Persona.&lt;br /&gt;
	Forse gli avvenimenti degli ultimi giorni e mesi mette in pericolo la convivenza?&lt;br /&gt;
	Ecco il punto: va bene l’accoglienza per motivi umanitari, ma pure per motivi di umana convivenza coloro che per cause di vivenza emigrano dovrebbero – devono- porre tutta la loro umanità per farsi accogliere e con gli accoglienti iniziare un percorso che permetta vivenza a chi accoglie e chi è accolto.&lt;br /&gt;
	Coloro già accolti, di gran lunga maggioranza è cresciuto con la loro religione – che è di tutti i popoli- e chi è nel Paese dove è giunto la più importante è la musulmana, che pur essendo monoteista presenta alcuni “credo” profondamente diversi dalle nostre credenze cristiane. Aspetto importante primario l’accoglienza ai bambini, ai giovani, invocato futuro dell’umanità, sia per l’istruzione alla parola, sia per il convivere nelle comunità. I buonismi non sempre fioriscono in un buon risultato, come appartamenti vuoti con occupazione abusiva senza regole che poi diviene difficile se non impossibile far liberare il locale per la presenza nella famiglia di bambini in tenera età, e con diritto di scolarità.&lt;br /&gt;
	La cronaca dice a volte ragazzi lasciati soli in Italia per acquisire il diritto gratuito allo studio. È banale, ma da informazioni tv e stampa emerge del disordine  di locali occupati e poi liberati.&lt;br /&gt;
	Poi la sorpresa: gli attentatori ultimi rintracciati sono ragazzini, o giovanissimi da tempo in Europa, hanno frequentato la scuola nello stato immigrato e a conoscenza della lingua per comprendersi. Come è che si trovano indottrinati e sparano o si lanciano con pesanti mezzi tra la folla. Significa forse che occorre rivedere il modo di accoglienza e soprattutto che tipo di istruzione si riesce ad insegnare, e come il giovane è considerato dalla famiglia o dal gruppo religioso di appartenenza, specie come si emancipa e se rimane succube di regole dettate, quasi dei dogmi, dalla fede-religione. Chi fugge da guerre è comprensibile voglia ritornare al suo Paese con le sue abitudini-credenze, e la volontà di convivenza è temporanea.&lt;br /&gt;
	Se poi cresce e rimane, necessita la volontà di convivere con stili di vita occidentale: libertà civile e religiosa, di pensiero, oltre la parità Uomo Donna, semplicemente Persone; convivenze che sono conquiste oramai imprescindibili, non negoziabile per la nostra identità di cittadini cristiani italiani ed europei. Forse non è stata compresa o percepita, per scarsità di lingua, la volontà di interagire con le altre persone, e forse con il timore di disobbedire a qualche entità o legge per loro supposta divina. E conoscere almeno la base del Libro sarebbe utile: Sura 47, 15 «Ecco una descrizione del giardino che è stato promesso a coloro che temono Dio: ha fiumi d’acqua sempre limpida, e fiumi di latte dal gusto che non cambia e fiumi di vino delizioso per chi lo beve e fiumi di miele purissimo».&lt;br /&gt;
	Questo è sulla terra, e forse il momento storico reca divenire di problematiche globali poste a carico sugli innocenti che dovrebbero meglio conoscere la Sura 23, 96: «Respingi il male facendo il bene». Più dei timori, scrive l’esperto cristiano: «Ma la grande persecuzione è quella della Modernità consumistica. […] I centri commerciali, fra Natale ed Epifania sono templi pagani addobbati in nome del dio Denaro. È la negazione di Dio, quella che usa Gesù come agente di vendita, e non sa vederlo nei poveri e nei perseguitati, a doverci preoccupare». Non uguaglianza, che la libertà naturale ci fa diversi, la distribuzione enorme diseguale crea conflitti.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Wed, 22 Feb 2017 16:56:32 +0000</pubDate>
 <dc:creator>mavi</dc:creator>
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 <title>Disabili, andiamo con loro</title>
 <link>https://www.libriegiornali-it.libriegiornali.com/il-giornale-di-iseo-e-del-sebino/disabili-andiamo-con-loro</link>
 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Da poco sui media la notizia di uno spettacolo allestito con disabili: «È una riflessione su quanto questa epoca sia tanto social e poco sociale, mentre per loro il rapporto fisico è importante. Per loro l’abbraccio è un gesto importante, un gesto di accoglienza, di perdono, è un gesto rivoluzionario».&lt;br /&gt;
	Si notano a passeggio accompagnati da parenti o con gli accompagnatori, al bar per lo spuntino, si vedono in manifestazioni sportive e non a loro misura, sempre gioiosi osservano tutto curiosi di tutto e di tutti. &lt;br /&gt;
	Sono loro: disabili nella mente, meno nel pensiero, poco nel fisico: sono Uomini e Donne a titolo pieno. .&lt;br /&gt;
	Filosofi con un fico secco di filosofia. Sensibili per naturale timidezza e gentilezza. Cuochi senza sapere di ricette. Amano i dolci perché piacciono.&lt;br /&gt;
	Cantanti senza sapere di canzoni. Suonatori senza sapere di musica. Ballerini per la gioia di muoversi in coppia. Attori senza accademia dell’arte. Ginnasti senza scuola di ginnastica. Calciatori con il goal per giocare e non per vincere. Amano i loro genitori e parenti perché si sentono benvenuti e benvoluti. Amano la casa dei loro affetti perché sanno dove andare. Amano dove sono quando vi si trovano bene. Amano chi loro vuol bene perché sanno voler bene. Amano la comunità senza sapere cosa sia Paese. Amano passeggiare per incontrare le persone e la natura. Amano il dolce far niente perché lavorare stanca. Amano lavorare per passare il tempo. Amano parlare pur con poca conoscenza cosa sia parola. Amano che li si stia a sentire. Amano ascoltare la parola e sono attenti al tono della voce. Comprendono il rimprovero perché capiscono l’errore. Perplessi della voce gridata perché intuiscono la non gravità della mancanza compiuta. Amano si guardi il loro abbigliamento e ne sono fieri. Amano sorridere, anche di niente, e per un attimo si sentono Persone.&lt;br /&gt;
	Sono cristiani perché glielo hanno insegnato. Non sanno che fare dei soldi perché non né conoscono il valore (e meno male). Non bisogna farsi escludere dalla loro vita. Non temono la loro dipartita perché non sanno cosa sia. Non temono la dipartita altrui perché conoscono il riferimento. Ci insegnano a vivere perché innocenti e deboli. Uomini vogliono bene alle Donne con innocenti pensieri maschili. Donne vogliono bene agli Uomini con innocenti pensieri femminili&lt;br /&gt;
	La loro vita è subordinata.&lt;br /&gt;
	Sono innocenti, e noi, seduti nel benessere, con la loro innocenza disturbano. Ma non del tutto.  Sono anche motivo di posti di lavoro e stipendio meritato, dove lo stipendio è superato di gran lunga dall’organizzare, sistemare e attuare gli adempimenti e dall’attenzione alle loro necessità. Nell’Agosto 2015, una esperta scrive «lotta contro le barriere dell’integrazione sociale quali l’ottusità, l’ignoranza e la mancanza di strumenti culturali che utilizzino chiavi di lettura consapevoli della realtà»&lt;br /&gt;
	Si scrive «va considerata la sfida cosiddetta del “dopo di noi”: pensiamo alle situazioni familiari di povertà e solitudine, o al recente fenomeno per cui, nelle società economicamente più avanzate, l’allungarsi dell’aspettativa di vita consentirà alle persone con disabilità di sopravvivere, con alta probabilità, ai loro genitori». Luoghi residenziali dove gli Innocenti possano trascorrere la loro vita in compagnia di specialisti, in posti vicino il più possibile alle persone che gli vogliono bene, e con l’umiltà del servizio e non con l’orgoglio di porsi al centro. Ma sul tipo e sistema di accoglienza non tutti convergono.&lt;br /&gt;
	Alcuni ritengono il “dopo di noi” non sia un sistema di accoglienza adeguato alle necessità, (loro usano termini ben più rigidi) ma non propongono altro che le Rsa degli anziani; ma, un esperto sensibile: «I genitori ci pensino in tempo, altrimenti d’ufficio li manderanno dove c’è posto» (anche se lontano e là, almeno all’inizio, si sentiranno a disagio per la non conoscenza di riferimento)&lt;br /&gt;
	Il genitore che: “a mio Figlio ci voglio pensare io” esprime amore volontà e caparbietà che merita tutto il rispetto della responsabilità. Forse l’amore rivolto al Figlio non consente al Genitore di riflettere che potrebbe giungere il momento che lui stesso, Genitore, non sia in grado di mantenere la responsabilità, vuoi per malattia o che l’allungarsi delle vita del Congiunto sopravviva il Genitore.&lt;br /&gt;
	All’osservazione:” I parenti devono sapere che per strutture residenziali che si possano occupare del “dopo” occorrono i soldi”, il politico risponde: «Speriamo i genitori lo sappiano e ci pensino, altrimenti ci penserà il buon Dio” Agli esperti e al politico non è passato per la mente che ai disabili bisogna solo voler loro bene. E la cronaca riporta alcune situazioni di maltrattamento, anche nella Provincia.  «Ci si domanda che cosa mai ragionevolmente spinga un essere umano a comportarsi cosi.&lt;br /&gt;
	E le risposte oscillerebbero, troppo contraddittoria è la natura umana»  ancora «Scopriamo finalmente che un portatore di handicap è un handicap per gli altri (…) La natura dell’handicap è irrilevante  di fronte all’evidente connivenza di un’intera gerarchia che dice meglio di no, facciamo finta di esserci dimenticati»&lt;br /&gt;
	Forse, ci si è arresi all’ indicibile inammissibile nascosto pensiero che tutto finisca prima dell’inevitabile natura. Dopo quaranta cinquanta sessanta anni il congiunto non sa più che fare. Ma non sempre. Una mamma: «Sono rimasta sola, ma non ho mai mollato, neppure per un giorno. Quando verrò a mancare io voglio che mia Figlia possa restare in un posto così, con gli stessi amici, con persone che le vogliono bene» è l’unico pensiero in risposta all’angoscia che il genitore ha mantenuto dentro sé  per tutta la vita.&lt;br /&gt;
	Loro devono –dovrebbero- contare su tre luoghi: la casa dove sono gli affetti genitoriali; delle Associazioni, dove  abitualmente trascorrono alcune ore della giornata con gli esperti; della Comunità il più importante: dove appianare gli iter e cercare gli importi per attrezzarsi con luoghi dove il disabile possa trascorre una vita vivibile, e la famiglia che sapendo dove lasciarlo e visitarlo possa trascorrere almeno una sua parte di vita personale privata. &lt;br /&gt;
	Non bisogna deluderli, e rimarranno delusi dai cosiddetti normali dei quali avevano, per le loro condizioni psicofisiche, riposto tutta la innocente speranza per la loro innocente vita: prima avevano due case, dei genitori e dei referenti, dopo dovranno traslocare. &lt;br /&gt;
	Esperti, Presidenti, Educatori, Genitori, Politici, sono al varco … se taluno s’adombra, si porti al sole che illumina la realtà di tutti che vedono, non solo a dirsi incolpevoli. &lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Sat, 16 Apr 2016 13:46:54 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Redazione</dc:creator>
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 <title>Commercio... di anime</title>
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 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-image field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; rel=&quot;og:image rdfs:seeAlso&quot; resource=&quot;https://www.libriegiornali-it.libriegiornali.com/sites/default/files/field/image/ussoli%20foto.jpg&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.libriegiornali-it.libriegiornali.com/sites/default/files/styles/articolo_zoom/public/field/image/ussoli%20foto.jpg?itok=uodXnYnK&quot; title=&quot;Umberto Ussoli&quot; class=&quot;colorbox&quot; data-colorbox-gallery=&quot;bx-galleria&quot; data-cbox-img-attrs=&quot;{&amp;quot;title&amp;quot;: &amp;quot;Umberto Ussoli&amp;quot;, &amp;quot;alt&amp;quot;: &amp;quot;&amp;quot;}&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;https://www.libriegiornali-it.libriegiornali.com/sites/default/files/styles/articolo_full/public/field/image/ussoli%20foto.jpg?itok=nf7j41KY&quot; alt=&quot;&quot; title=&quot;Umberto Ussoli&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;P.g.t. comunale: primo grande tremore: scelte senza disegno avvenire né umano né politico: a che tutto ciò? &lt;br /&gt;
	È opinione diffusa che nella ripetuta apertura e chiusura delle piccole attività economiche per molta parte incida la professionalità e l’esperienza del conduttore. Allestire, operare, vendere non è per molti e non esperti che forse per mancanza di un lavoro si buttano nell’autonomia. L’autonomia potrebbe avere una punta di anarchico veleno – mors tua vita mea - : la speranza nella cassa, con la sfuggente previsione delle entrate.&lt;br /&gt;
	Angoscia. L’apoteosi mastodonte Esselunga al contermine. La politica è stata esautorata dagli oneri di urbanizzazione: oneri per feconde entrate. E le Persone? Intanto al Centro Torbiere dirimpetto per respirare il difficile futuro con molte delle serrande già prima chiuse e grossa fetta di clienti intruppati di fronte alla lunga esse, come pure i clienti dei bar là trasferiti e l’angoscia visibile.  &lt;br /&gt;
	Esaminato il mastodontico contenitore: triplicata l’area costruita, raddoppiato il parcheggio con un sotterraneo; l’area interna è suddivisa in due terzi per le raddoppiate scaffalature di esposizione; la terza parte più spazio tra le corsie al passaggio carrelli della spesa; spazio alle casse, entrata e uscita clienti; lo spazio per il bar.&lt;br /&gt;
	Anche ad Iseo si vuole intendere il fatto Conad per la jattura del pareggio di bilancio, cioè per ripianare i conti pubblici i quali vorrebbero un disegno di lungo respiro, e con ciò commettere un errore che soffocherà il Paese per chissà quanti anni ponendolo in angoscia del posto di lavoro e nelle mani del denaro invece che nelle nuove generazioni di Cittadini.&lt;br /&gt;
	Ambientalismo perimetrale. E felici e contenti che Conad, farà pulizia risanamento sul limitare delle Torbiere del fatiscente deposito torba. Il responsabile dell’associazione ambiente, giorni or sono, chiosava. «Il progetto di ripristino ambientale è importante, noi restiamo contrari alla realizzazione di un nuovo supermercato, però apprezziamo che ci sia un ritorno dal punto di vista ambientale ed ecologico» Che bella anima candida. Dice di no al supermerca-&lt;br /&gt;
	to per dire poi di si. Conad ha concesso il contentino deposito torba e l’ambientalismo si è adeguato. Inoltre, il presidente Parco Torbiere è uno dei progettisti dell’eventuale supermercato Conad: ma quale intreccio di sensibilità ambientale e comunione di persone che rimangono imperterriti al loro posto.&lt;br /&gt;
	Pensiero. Ed i maestri del pensiero? Altolocato dall’espressione eloquente, hanno sprizzato scintille decenni or sono fino al farsi della tangenziale locale per far che la polvere ed i rumori del traffico, veramente imponente, non assordisse le di lor notti e sogni e la polvere non entrasse negli occhi loro, ma anche del vicinato. Il transito era continuo, giorno e notte, così il rumore e la polvere, giorno e notte. Ed il bipassare le vie per la tangente, oltre che in regola geometrica è stato anche civilmente comprensibile e giusto. Calata la polvere, calata la tempesta, le truppe d’assalto poste a disparte, cala il silenzio. Ei son, ma si accontentano di libertà e benessere tanto, forse troppo, facilmente raggiunti. E tacciono: che siano sdegnati per non essere interpellati e riveriti come vorrebbero: a che? E l’intellighentia che vorrebbe dirsi attuale che volevasi soppiantare la già che fu? Non ho parole in bocca, suol dire. Che non sia tale come volava far credenza? Che sia paga anch’essa del forse troppo - per tutti – facilmente benessere acquisito, a farsi i pensieri propri e del prossimo s’impicchi? Le persone son, rimbomba il silenzio della parola in altrimenti altisonante. Non vedono e odono il pericolo? Se il cervello è nel caveau invece che nella aule della politica è disastro; ogni rifiuto di esternazione rappresenta di fatto connivenza di cui rendere conto alle generazioni future.&lt;br /&gt;
	Politica. L’assenza è impressionante. Sindaco, Giunta e Consiglieri, avevano chiesto ed ottenuto la maggioranza per il benessere della Comunità, non per il suo soffocamento con un inutile supermercato. Fare il supermercato si assumono la responsabilità del depauperamento del Paese, come già per Capriolo, e per Corte Franca dove è Esselunga. Ma bisogna essere chiari: non solo il Sindaco ha responsabilità, pure Giunta e Consiglieri di giovane età che hanno voluto e avuto il voto per il benessere della Comunità e dove pure loro convivono. Il benessere, non il decadimento.&lt;br /&gt;
	Il 21 Dicembre 2015, il Consiglio Comunale ha approvato il progetto con alcune modifiche richieste dall’ambientalismo. Esito della votazione: Maggioranza (8 seggi), 6 approvano, una Consigliera durante la discussione e la votazione è uscita dall’aula, un Consigliere si è astenuto; Minoranze, 4 voti contrari.&lt;br /&gt;
	Nella maggioranza, l’abbandono dell’Aula e astensione dimostra la niente omogeneità delle convinzioni, anzi la contrarietà dell’approvazione. Perché non si sono alzati e dire NO? Non si entra in politica per asservire, ma per servizio. Si va con altri, ma non a tutti i costi anche quando non si è convinti della votazione. La responsabilità dell’errore è personale e nel caso, responsabilità schiacciata dalla concorrenza fra colossi Conad e Esselunga e la disposizione del grande capitale in loro potere.&lt;br /&gt;
	Zagrebelsky, Imparare democrazia: «La democrazia implica la reversibilità di ogni decisione (sempre esclusa quella sulla democrazia medesima). &lt;br /&gt;
	Ciò che più sorprende è la corsa all’approvazione: di alimentari ad Iseo ve n’è d’avanzo. Ed allora perché tanta fretta? La politica non asservita dovrebbe chiederselo.&lt;br /&gt;
	L’esponente politico: “Ho parlato con responsabile vendite Conad che garantisce nel supermercato locale il maggior numero di vendite del circondario”. Il giorno dopo, lo stesso esponente, indossato il solito ruolo di commentatore economico nazionale, dice che il Governo ha stanziato numerosi milioni per il salvataggio di banche del centro Italia. (La cronaca: Il salva banche fa la prima vittima. Pensionato si uccide: ha perso tutto»« Un correntista rivoleva i «soldi persi, ha aggredito due cassieri ed è fuggito»).&lt;br /&gt;
	La tecnica finanziaria è sfuggente e fa i conti con il mutevole atteggiamento della umana gente non attenta certo al quia. Ognuno in Europa e in Italia, tira cifre più o meno a seconda delle tesi che si vogliono sostenere a scapito della realtà specie locale e attuale. &lt;br /&gt;
	Nel frattempo la cronaca dice di un ricorso ambientalista al Tar contro l’approvazione: chi vivrà vedrà.&lt;br /&gt;
	Stupisce la fragorosa assenza del pensiero nel momento importante del Paese: un danno presente, prossimo e futuro.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Mon, 28 Dec 2015 09:53:13 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Deborah</dc:creator>
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 <title>Coraggio e mediocrità nello sport</title>
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 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-image field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; rel=&quot;og:image rdfs:seeAlso&quot; resource=&quot;https://www.libriegiornali-it.libriegiornali.com/sites/default/files/field/image/Prandelli-nazionale-1.jpg&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.libriegiornali-it.libriegiornali.com/sites/default/files/styles/articolo_zoom/public/field/image/Prandelli-nazionale-1.jpg?itok=TPROqwto&quot; title=&quot;Coraggio e mediocrità nello sport&quot; class=&quot;colorbox&quot; data-colorbox-gallery=&quot;bx-galleria&quot; data-cbox-img-attrs=&quot;{&amp;quot;title&amp;quot;: &amp;quot;&amp;quot;, &amp;quot;alt&amp;quot;: &amp;quot;&amp;quot;}&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;https://www.libriegiornali-it.libriegiornali.com/sites/default/files/styles/articolo_full/public/field/image/Prandelli-nazionale-1.jpg?itok=H0pfrH54&quot; alt=&quot;&quot; title=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.538em;&quot;&gt;Il coraggio, uno non se lo può dare; ma la bulimia dei soldi sì.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
	&lt;span style=&quot;line-height: 1.538em;&quot;&gt;L’uno. Ingrata patria. Per il pallone nazionale hanno fatto la critica per ingaggio di 1 milione e ottocentomila: sono pronto a discuterne, disse. Manco il tempo di essere sonoramente malamente sconfitto con ignominia lui e la squadra, sceso dall’aereo, di trafelato corre dalla “mamma” con turco contratto a botta di 15 milioni in tre anni, 5 ogni anno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Avete criticato per uno e ottocentomila, mi sono dimesso prima, e mi consolo almeno all’estero. Ingrata patria, avete detto brutte parole, ed io non gioco più, ecco. Vado via, così non mi vedrete, ecco”&lt;br /&gt;
	L’altro. Mi hanno isolato perché sono nero. Il tapino forse non sa che anni fa si diceva:”Tutti ce l’hanno con me perché sono piccolo e nero.. è un’ingiustizia però”. Nero lo è; piccolo, almeno di corpo, proprio no. «Ho citato il neo biondo Balotelli come icona negativa dei mondiali». Giustizia vuole che sia icona negativa dei mondiali, non del Paese degli italiani che lavorano per davvero con la testa, non solo con i piedi&lt;br /&gt;
	Il coraggio, chi vuole, lo cerca e con volontà lo trova e con pochi soldi.&lt;br /&gt;
	Il 5 e 6 Luglio ad Iseo si è svolta la gara per il Campionato Triatlon olimpico gara No-DRAFT (scia vietata in bicicletta) .&lt;br /&gt;
	Sabato, 5 luglio. Disabili: senza una gamba, senza un braccio, senza mano e senza entrambe (con due moncherini appoggiati al manubrio), altri impediti ad usare le gambe: nel caso un triciclo sul quale si sta allungati e la catena spinta con mani su manovella: un guasto lo si deve riparare senza aiuto (tranne cambiare una ruota). Gara ciclistica di 10 kilometri, con bici adattate e lo sforzo immane.&lt;br /&gt;
	Domenica, 6 luglio. Normodotati: Triatlon olimpico No-Draft: 1500 metri a nuoto, 42 kilometri in bicicletta, 9,6 kilometri corsa a piedi. In bici veloci a perdifiato su e giù dalle montagne e distanti da chi è davanti almeno 7 metri per non approfittare che quello porti via l’aria: non si può stare a ruota, ognuno deve respirare,affrontare e portarsi appresso l’aria che c’è. Non il furbo nascosto, come nella vita, ma il più forte. I premi? ai primi tre: non ho notizie, ma ho l’impressione che siano pochini. Umberto Ussoli&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Wed, 16 Jul 2014 20:18:30 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Redazione</dc:creator>
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 <title>Sotto i portici cena la solidarietà</title>
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 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-image field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; rel=&quot;og:image rdfs:seeAlso&quot; resource=&quot;https://www.libriegiornali-it.libriegiornali.com/sites/default/files/field/image/cena%20sotto%20portici.jpg&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.libriegiornali-it.libriegiornali.com/sites/default/files/styles/articolo_zoom/public/field/image/cena%20sotto%20portici.jpg?itok=ztw_xNpb&quot; title=&quot;Sotto i portici cena la solidarietà&quot; class=&quot;colorbox&quot; data-colorbox-gallery=&quot;bx-galleria&quot; data-cbox-img-attrs=&quot;{&amp;quot;title&amp;quot;: &amp;quot;&amp;quot;, &amp;quot;alt&amp;quot;: &amp;quot;&amp;quot;}&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;https://www.libriegiornali-it.libriegiornali.com/sites/default/files/styles/articolo_full/public/field/image/cena%20sotto%20portici.jpg?itok=ULw8PXpc&quot; alt=&quot;&quot; title=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Cena sotto Il Portico, lunedì 23 Giugno. La serata splendida con un po’ di refolo rammenta che per le iniziative belle e benefiche anche Domineddio ha un occhio di riguardo.&lt;br /&gt;
	Persone belle, classe con il tocco di fino.&lt;br /&gt;
	I tavoli tutti occupati, sedie con il fiocco colorato, centocinquanta commensali, e considerato che questo è da diversi anni significa che l’iniziativa ha ottenuto il consenso della Comunità e con solerzia si prenota per non mancare alla serata.&lt;br /&gt;
	Tanti i commercianti che hanno dato la loro disponibilità, ogni bottega porta la sua specialità: il bar per l’aperitivo in piazza, ristoratori per antipasto, primo, secondo; dolcerie per il dolce; cantine per il vino bianco rosso. I ragazzi al servizio in tavola; la signora disposta a sorvegliare i bimbi che giocano nell’apposito spazio nel soppalco per lasciare mamma e papà, i grandi, «almeno stasera» liberi per la cena e per le quattro chiacchiere con il commensale a fianco. Anche quelle sono l’atmosfera allegra e contenuta significativa dell’importanza della serata. Sottratte le spese, il ricavato è in beneficio per due Associazioni: Hiccup Circus Uganda e Fondazione Don Tarcisio Festa, Onlus, entrambe in favore dei minori per «aiutare a riconciliare i bambini con la vita e la gioia di vivere, e di inserirsi con minori difficoltà nel percorso della vita». L’allegria della serata, il benessere, è anche rammentare che altri al mondo non hanno la necessaria disponibilità di poter soddisfare la loro generosità per dare una goccia dove manca l’essenziale. Non si risolve il malessere locale, una goccia non riempie il mare, forse non disseta ma fa bene al cuore di chi può e di chi riceve: e chi riceve sa che non tutto al mondo è disinteresse: «alcuno si ricorda anche di me».&lt;br /&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Wed, 25 Jun 2014 15:37:43 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Redazione</dc:creator>
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 <title>Mercato libero e libera fede</title>
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 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.538em;&quot;&gt;Ci si chiede da molto tempo del degrado morale ed economico del Paese Italia, e perciò stesso anche delle Comunità che compongono il nostro Paese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
	A mio avviso si può in parte trovare nella “Lettera firmata” inviata a un periodico locale, in polemica con Legambiente e inerente al ventilato Supermercato a Covelo e che termina con il parcheggio sotto l’Oratorio. Primo fatto: «i soggetti attuatori», come si autodefiniscono, per l’importanza dei temi trattati avrebbero il dovere di dichiararsi con nome e cognome, anche se chi volesse sapere chi sono, come da regolamento, può rivolgersi al responsabile del mensile, ma cosi almeno momentaneamente si nasconde la faccia.    &lt;br /&gt;
	L’eventuale nuovo supermercato è per fare concorrenza al già esistente Zerbimarrk (nominato nella lettera) e provocherà la chiusura di altri commerci nel paese di Iseo e non che, come si dichiara riferendosi a Pilzone, serve per «occasioni di incontro e di interscambio, accorciando le distanze fra concittadini appartenenti alla stessa comunità». Ma queste sono pensieri economici dei soggetti attuatori che stanno nelle libere leggi del mercato che campa chi campa. Nel frattempo, Capriolo, per esempio, ha il centro svuotato da che hanno aperto supermercati alla sua periferia.&lt;br /&gt;
	Ciò che sorprende, e non poco al sottoscritto, è che parlano del «parcheggio dell’oratorio» che «porterebbe vantaggi ai residenti e alle attività commerciali» e lo esprimono con la sicumera di chi dimentica che l’area interessata è della Parrocchia (la quale dovrebbe aver definitivamente accantonato l’attuazione), e che cosi facendo i soggetti considerano la Parrocchia alla stessa stregua di un ente commerciale come altri, che dovrebbe innanzitutto prestare attenzione primariamente all’aspetto economico, e non al « Tu sei Pietro e su questa Pietra edificherò la mia Chiesa» e quindi entità morale e non economica- «la Chiesa non sia una ong». Questi cittadini sono cosi prostrati all’economia da aver semplicemente dimenticato il Vangelo, la sua dignità, il suo valore morale, sempre ché ne sappiano qualcosa. Ma sorprende forse ancor più i responsabili della stessa Parrocchia che su questo punto tacciono. Sorprende pure che cristiani di forma e di fatto presenti alla vita e alle funzioni della Chiesa non esprimano il minimo dubbio sul concetto. La libertà di pensiero in certi casi è impagabile o insopportabile, e restare nell’incertezza potrebbe risultare incerta la fede. . &lt;br /&gt;
	Mt, (21, 12) «Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano» (23, 17) «cos’è più grande: l’oro, o il tempio che rende sacro l’oro» (23, 25) «Guai a voi, ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno siete pieni di avidità e d’intemperanza». Questo è punto del degrado del Paese e della Comunità. &lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Mon, 17 Mar 2014 17:13:32 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Redazione</dc:creator>
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